Le mostre

dal

26

ottobre

GASPAR VAN WITTEL

26  ottobre  2002 / 09  febbraio  2003

GASPAR VAN WITTEL

Chiostro del Bramante, Roma

dal 26/10/2002 al 9/02/2003

Il Chiostro del Bramante di Roma, dal 26 Ottobre 2002 al 9 Febbraio 2003, si propone di dedicare un’esposizione monografica, la prima mai realizzata, al pittore olandese Gaspar van Wittel (1652–1736), da tempo indicato dalla critica storico-artistica come il precursore del vedutismo settecentesco che ha nel Canaletto il suo più noto rappresentante.

La mostra si propone di ricostruire attraverso 60/70 dipinti e una ventina di disegni gli aspetti più importanti della sua produzione; opere inedite o mai esposte in precedenza consentiranno di ripercorrere i suoi itinerari italiani tra Sei e Settecento attraverso panorami urbani oggi spariti o profondamente mutati, che le sue vedute ci restituiscono così come apparivano ai primi viaggiatori del “Grand Tour”. Soggetto principale delle vedute di Van Wittel fu senza dubbio Roma, dove l’artista si stabilì in occasione del Giubileo del 1675, negli anni cioè in cui la città assumeva la veste urbanistica e architettonica che conserverà, quasi invariata, fino alla fine dell’Ottocento: Van Wittel la ritrarrà nei suoi aspetti più moderni e attuali secondo punti di vista e tagli prospettici del tutto inediti. Saranno quindi dedicate a Roma nei suoi aspetti panoramici e monumentali una quindicina delle vedute presenti in mostra, mentre altre otto consentiranno di ricostruire idealmente il paesaggio urbano, ormai radicalmente mutato, che si snodava lungo il corso del Tevere. Una decina di dipinti documenterà invece i suoi itinerari nei dintorni di Roma.

I viaggi che negli ultimi due decenni del Seicento condussero l’artista in Lombardia e a Venezia, passando per Firenze e Bologna, saranno ricostruiti attraverso tredici dipinti, tra cui sei vedute di Venezia con le quali Van Wittel inaugura il vedutismo di soggetto veneziano con sensibile anticipo su Luca Carlevarijs e sul più giovane Canaletto. Il soggiorno a Napoli, dove l’artista lavorò tra il 1699 e il 1702 al servizio del Viceré spagnolo, il Duca di Medinaceli, e il viaggio a Messina intorno al 1711 saranno infine documentati da una decina di opere. Concluderà la rassegna un piccolo gruppo di vedute d’invenzione. I metodi di lavoro dell’artista e i suoi itinerari italiani saranno documentati dai disegni preparatori, mai esposti, e raramente riprodotti in maniera adeguata, conservati presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Una sezione conclusiva illustrerà, attraverso una selezione estremamente mirata, i primi esiti del vedutismo vanvitelliano nell’opera di Hendrick van Lint, Giovanni Paolo Panini, Adrien Manglard, Luca Carlevarijs e Antonio Canal.

Le vedute di Gaspar van Wittel saranno presentate secondo nuclei di interesse tematico e, ove possibile, raggruppate a seconda dell’antica provenienza: nucleo fondamentale della mostra è infatti il prestito di circa dieci dipinti, mai esposti in precedenza, dalla collezione dei Principi Colonna, i principali committenti dell’artista olandese; a questo gruppo, del tutto inedito, si aggiungeranno le vedute ora a Firenze, Palazzo Pitti, provenienti dalla collezione Colonna. La mostra, curata da Claudio Strinati, si avvale di un comitato scientifico formato da Fabio Benzi, Laura Laureati, Maria Elisa Tittoni, Ludovica Trezzani. La catalogazione delle opere sarà curata da Laura Laureati e Ludovica Trezzani, responsabili scientifiche della mostra in qualità di curatrici del catalogo generale di Gaspar van Wittel, pubblicato da Electa nel 1996.

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