Le mostre

dal

16

marzo

RENATO GUTTUSO. OPERE DELLA FONDAZIONE FRANCESCO PELLIN

16  marzo  2005 / 05  giugno  2005

RENATO GUTTUSO.

OPERE DELLA FONDAZIONE FRANCESCO PELLIN

Chiostro del Bramante, Roma 
dal 16/03/2005 al 5/06/2005

Dart Chiostro del Bramante in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta di Milano e la partecipazione dell’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, presenta dal 16 marzo al 5 giugno 2005 una grande mostra dedicata a Renato Guttuso (Bagheria 1912 – Roma 1987), curata da Enrico Crispolti.
Questa mostra rappresenta un osservatorio privilegiato per ricostruire l’itinerario artistico, intellettuale e morale di Guttuso che è stato indubbiamente uno dei protagonisti della scena culturale italiana ed europea del XX secolo.

La mostra

La rassegna presenta 77 dipinti e 47 disegni Guttuso, realizzati tra il 1931 e 1986, che hanno fatto parte della Collezione dell’industriale lombardo Francesco Pellin e che costituiscono ora il fulcro di una Fondazione costituita a Varese nella primavera del 1999 (e riconosciuta nell’ottobre dell’anno seguente con decreto della Regione Lombardia) con lo scopo di “onorarne la memoria e valorizzare l’opera di Guttuso”. Molte sono le iniziative promosse negli anni da Pellin e ora dalla Fondazione con questa motivazione: dalle pubblicazioni curate sempre da Crispolti, tra il 1983 e il 1989, dei quattro volumi del “Catalogo ragionato generale dei dipinti di Renato Guttuso” (Giorgio Mondatori & Associati, Milano) e, nel 1997, del libro dedicato al grande dipinto Spes contra spem che la Fondazione possiede, fino a questa intensissima mostra itinerante in importanti luoghi espositivi e musei italiani ed europei.

Francesco Pellin

Francesco Pellin è un imprenditore divenuto collezionista e amico di Guttuso in seguito ad un incontro fortuito, avvenuto in un albergo di Ischia nel 1973. Questa conoscenza determinante lo spinge ad affinare e soprattutto orientare in modo netto la propria passione per l’arte.
Nasce così la più rilevante raccolta di opere pittoriche di Guttuso esistente, sia per qualità delle opere, sia per l’ampiezza d’arco cronologico d’attività documentato, che può confrontarsi in Italia soltanto con la “Donazione Guttuso” alla Galleria Nazionale D’arte Moderna fatta dal figlio Fabio Carapezza Guttuso.
La collezione, attraverso numerosissimi capolavori e testi capitali per la sua vicenda creativa, documenta la ricerca pittorica di Guttuso dall’intensità espressiva del momento formativo, nell’affacciarsi agli anni Trenta, al vitalismo rinnovato della stagione sua ultima, oltre la piena maturità. Una collezione per molti aspetti indubbiamente “strepitosa” (come sottolinea più volte il curatore nel suo testo), nata da un profondo legame d’amicizia con l’artista, da una sorta di esclusivistico innamoramento culturale, che ha portato ad un impegno collezionistico del tutto mirato, divenuto quasi una “missione” in un’evoluzione di interesse dall’attualità del suo lavoro alle vicende storiche di questo.
Il nucleo di opere propone numerosissimi testi pittorici sostanzialmente imprescindibili per chi voglia ripercorrere la vicenda creativa guttusiana nelle sue molteplici diverse stagioni. In particolare è composta da memorabili “nature morte” degli anni Quaranta – fra realismo organolettico e narrativo postcubista (quali Natura morta con drappo rosso, 1942, e Grande natura morta con la scure, 1947) -, da personaggi del “realismo sociale”, e poi di quello “esistenziale” degli anni Cinquanta (come Pescatori in riposo, 1950, e Uomo che mangia gli spaghetti, 1956), a situazioni del suo particolare “realismo memoriale” e di libertà evocativa visionaria (quali Armadio realista, 1966, importante pagina dell’Autobiografia, o Stiratrice e ragazzo di Caravaggio, 1974, o i grandi nudi degli anni estremi: Gineceo 1, 1985, e Gineceo 2, 1986, e Nudo – Ombra di Allen Jones, 1985).
La collezione Pellin inoltre può vantare la presenza di due opere di grandi dimensioni Van Gogh porta l’orecchio tagliato al bordello di Arles, 1978, o ancora Spes contra spem, 1982. Quest’ultimo è un quadro di grande bellezza e intensità: una grande allegoria autobiografica fondata sul passo acuto della memoria che costituisce il maggior teatro pittorico guttusiamo degli anni fra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta; l’esito più intenso e maggiormente felice dell’ultima sua stagione creativa.

Il catalogo edito da Mazzotta contiene i testi del curatore e riproduce a colori tutte le opere esposte.

Con il Patrocinio di:
SOTTO L’ALTO PATRONATO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

CON IL PATROCINIO DI
MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI

ASSESSORATO ALLE POLITICHE CULTURALI DEL COMUNE DI ROMA

In collaborazione con:
DART CHIOSTRO DEL BRAMANTE
in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta di Milano
e la partecipazione dell’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma


Pasqua 10-21.30
Lunedì dell’Angelo 10-21.30
25 aprile 10-21.30
2 giugno 10-20

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